La tradizione racconta che l'Assenzio nasce in Svizzera alla
fine del XVIII sec. come elisir della buona salute; viene poi
fondata da Pernod nel 1798 una dinastia di distillatori leader
nel mondo nella produzione dell'assenzio che nel giro di breve
tempo lo fa divenire un bisogno per il proprio piacere; inizia
poi ad orientarsi verso la Francia dove questo elisir viene
subito molto apprezzato come aperitivo e quindi decide di
installarsi qui (Franche Compté) nel 1805 e l'assenzio ("la
fata verde") prende il volo, diviene un bisogno alla moda.
Viene utilizzato in seguito anche dai colonialisti -Africa-
come rimedio per la malaria ed altre malattie tropicali, ma
ben presto diviene anche il bisogno favorito della borghesia e
degli ufficiali nei caffè parigini…i grandi boulevards
divengono i luoghi dell'Absinthe, che profuma l'aria. Liquore
molto apprezzato anche dalle donne per il suo profumo aniciato
che resta in bocca e per il fatto che con l'aggiunta di acqua
fresca leggermente zuccherata, dissimula la forza dell'alcool
e lo rende dolce.

Il procedimento eseguito per la sua
degustazione è una cerimonia annunciatrice di piacere, il rito
sociale per eccellenza. Al piacere visivo succede quello
olfattivo, quindi quello gustativo; é la ricompensa per colui
che ha affinato i suoi sensi in tanto attendere…è questa la
vera magia dell'assenzio: una fata che gioca con tutti i sensi
in una sola volta. L'assenzio diviene anche un'arte della
tavola: i cucchiaini, le caraffe ed i bicchieri, fanno ormai
parte integrante dei servizi, tutto è raffinato e tutti
cercano di avere i pezzi più particolari. Poeti letterati ed
artisti si lasciano prendere dallo charme della fata verde che
diviene la loro musa (Voltaire, Verlaine, Rimbaud, Manet,
Degas, Renoir, Van Gogh…). Dal 1830 la sua fabbricazione
inizia a divenire sempre più florida, così la coltura delle
piante si allarga dalla Val-de-Travers fino alle coste fancesi
-il sole è molto importante per questa coltura-; un lavoro
lungo per la preparazione di questa bevanda, dalla raccolta
delle piante (dopo il levarsi del sole quando l'umidità inizia
a sparire), all'essicazione (almeno un giorno al sole), alla
disseccazione (da due a sei settimane in locali ben areati),
alla tritatura ed all' imballo in sacchi di tela, quindi la
fabbricazione… avviene per distillazione delle varie piante
messe a macerare nell'alcool -il metodo migliore per ottenere
un prodotto di alta qualità ricco di aroma- (un altro metodo è
quello di produrlo aggiungendo le essenze delle piante
all'alcool).
Le piante, una volta seccate, vengono pulite dalle parti
alterate e triturate in un mortaio (devono mantenere gli oli
essenziali che contengono), quindi messe a macerare
nell'alcool a 85° in alambicco per 24/48 ore e poi avviene la
distillazione -indispensabile l'aggiunta di acqua in modo che
gli aromi escano senza difficoltà, che viene fatta lentamente
a vapore-
Alla fine dell'800 era divenuta bevanda nazionale, le
distillerie erano sempre di più; la sua produzione era
un'impresa fiorente; iniziava tuttavia a diventare anche il
simbolo della follia e della morte (l'abuso provocava problemi
neurologici e crisi epilettiche-l'essenza contiene il thuyone,
considerato responsabile dei fenomeni tossici che provocava:
vertigini, cefalee…fino alle allucinazioni, se la sua
percentuale era eccessiva-), soprattutto per opera di alcuni
artisti (Monet)… o per chi ne faceva un uso eccessivo;
divenuta bevanda pericolosa per la mente (nacque una lega
nazionale contro l'alcolismo che voleva l'abolizione
dell'assenzio) il suo boicottaggio ci fu per tutto il primo
'900 fino ad arrivare nel 1915 alla sua proibizione (sia la
vendita che la fabbricazione). Molti aperitivi nacquero per
sostituire l'assenzio e per attirare una clientela nostalgica;
alcolici aniciati che non superavano i 30°, fino a che nel
1932 viene proposto un nuovo liquore, il famoso Pastis. Di qui
in avanti cominciano le mostre, aprono nuovi musei, si
scrivono libri…si continua a parlare dell'Assenzio (citato
anche in molti recenti films)…cresce la curiosità e continua
l'interesse per questo liquore, e ci si chiede: che gusto
avrà?. Nel 1988 vengono stabiliti i limiti del thuyone in casi
di produzione di similari assenzi, non pericolosi quindi in
nessun modo per la salute; la Francia si fa subito sentire
riproponendo una bevanda che rispettasse la ricchezza
culturale francese del XIX sec.

-Un verre d'absinthe,
il n'y a rien de plus poétique au monde. Quelle différence y
a-t-il entre un verre d'absinthe et un coucher de soleil? -